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In Italia, il D.L. del 23 Febbraio 2009 introduce nel C.P. l'Art. 612-bis nominato “atti persecutori”.

Un aiuto concreto per elaborare il trauma subito.
Sei una vittima?

Un luogo sicuro e protetto dove ricominciare.
Sei uno stalker?

Cos'è lo stalking

In Italia, il D.L. del 23 Febbraio 2009 introduce nel C.P. l'Art. 612-bis nominato “atti persecutori”.

Si prevede che condotte reiterate di minaccia o molestia che inducono uno stato di ansia e paura in chi le subisce costringendolo a cambiare le proprie abitudini di vita, costituiscono il reato di stalking. In ambito psicologico “stalking” è la parola che definisce la sindrome del molestatore assillante.

Chi è il persecutore?
Un/una ex partner, un/una ex amante, un/una compagno/a di lavoro o di studi, un/una vicino/a di casa, un/una perfetto/a sconosciuto, un/una corteggiatore/corteggiatrice respinto/a.

Per quale motivo perseguita?
Una lite, un fraintendimento, la fine di una relazione. Molto spesso sono motivazioni futili, banali, fatti quotidiani che vengono vissuti dal persecutore come insuperabili, dolorosi e intollerabili.

Chi è la vittima?
La vittima è sovente una persona qualunque. Non si aspetta, in genere, di essere perseguitata da qualcuno. Spesso intuisce chi sia lo stalker, atre volte non ne ha la più pallida idea.

Cosa succede?
Il persecutore è spesso una persona che ha dei problemi sociali, relazionali, affettivi. A volte è una persona normale che sta vivendo un momento difficile, altre volte ha dei problemi psicologici che ha trascurato. La vittima viene tenuta in una situazione di continuo stress. Si inizia con le chiamate anonime, poi i messaggi minatori, poi qualche oggetto ritrovato sulla porta di casa o qualche danno alla macchina o al motorino. Qualche pedinamento, una lettera anonima e talvolta persino  aggressioni, minacce, insulti.
Nel tempo tutte queste cose cominciano a creare dei disagi di varia natura. Si comincia ad essere sospettosi, ci si arrabbia ma non si sa cosa fare. Si risponde alle telefonate anonime ma non si ottiene alcun risultato. Essere sottoposti ad uno stress continuo nel tempo conduce in breve a qualche disturbo del sonno. Altre volte compaiono dei malesseri fisici, eruzioni cutanee e mal di testa. Proseguendo lo stato di ansia aumenta. Quando va meglio si spera che la cosa finisca, altre volte sembra di non uscirne mai. Si cambia numero di telefono e si prendono altre precauzioni fino a cambiare le proprie abitudini di vita, evitare certi luoghi e certi tragitti. Tutte cose che alimentano uno stato di disagio che può necessitare di un supporto psicologico.

Richiedere aiuto per chi?
Lo stalker raramente si rende conto di ciò che sta facendo, quando se ne rende conto la situazione è già sfuggita di mano ed assillare quella persona, cercare un contatto di qualche genere, sentire la sua voce, vederla o inviarle un messaggio sono diventati più di un metodo per avvicinarla o rivalersi su di lei/lui. E' diventato un comportamento del quale non si può fare a meno, una specie di dipendenza. Purtroppo il persecutore non tende a chiedere aiuto, benché ne abbia bisogno.
La vittima ritiene troppo a lungo che il problema sia dello stalker. Non chiede aiuto perchè si sente ingiustamente perseguitata/o e considera malato il comportamento del suo persecutore.
Le vittime di stalking troppo spesso sottovalutano gli effetti negativi che può avere un lungo periodo di tempo trascorso con paura, preoccupazione, impotenza e stress. Si rende conto di avere necessità di aiuto quando è già in una condizione ansiosa molto forte.
Rendersi conto di essere in una situazione difficile è importante per prevenire un problema più grande ed affrontare in modo più sereno ciò che si sta vivendo.

Indicazioni per i molestatori
Chi molesta, chi si rende conto di essere troppo insistente nel mandare sms, nel pedinare o nel cercare contatti con persone che non sembrano gradire questo genere di azioni. Quando l'idea di una persona ti accompagna troppo spesso durante la giornata, quando senti l'impulso a seguirla o mandargli un messaggio, chiamarla o avvicinarla.
Quando senti che queste cose stanno occupando troppo spazio nella tua giornata è il momento di chiedere aiuto. Rendersi conto che qualcosa non va è il primo passo per vivere una vita più piena e felice. Priva di idee fisse o costrizioni.

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